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Sindacato Europeo dei Lavoratori

a cura di Giuseppe Criseo

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Quando le OO.SS. mentono sapendo di mentire, bisogna chiedersi perché questo cambio di rotta?

Nei casi dei cambi di appalto oppure di procedure fallimentari, seppur queste ultime regolate da specifiche tecniche più stringenti, è utile ricordare che in tutto ciò, si configura il procedimento di cessione dei contratti di lavoro, ciò avviene come interpretazione giurisprudenziale, in quei settori soprattutto ove vi è un alta densità di manodopera, come ad esempio, la vigilanza privata.

Quindi,

La cessione di contratto di lavoro, in effetti, ha come finalità giuridica la prosecuzione del rapporto senza alcuna soluzione di continuità.
Il che significa non solo il mantenimento dei trattamenti retributivi e della anzianità di servizio maturata nonché convenzionale, ma anche la conferma di diritto dei trattamenti normativi in essere al momento della cessione.
Del tutto naturale dunque, almeno rispetto al caso Novartis, di cui richiamiamo la storia, è il mantenimento dell’articolo 18 da parte della impresa cessionaria ai lavoratori dell’impresa cedente già assunti a tempo indeterminato (la Alcon Italia) posto che il contratto a tutele crescenti trova applicazione unicamente per i contratti di lavoro stipulati a far data dal 7 marzo 2015.
Resta tuttavia il fatto che, sul piano politico, l’accordo Novartis costituisce ancora oggi ed indubbiamente un precedente di rilievo nell’asfittico panorama del nostro sistema di relazioni industriali, come bene hanno intuito i mass media, più ancora degli addetti ai lavori che si sono avventurati nei primi commenti, non fosse altro per il fatto che le parti firmatarie, le blasonate OO.SS., al di là dello strumento giuridico utilizzato (la cessione del contratto), hanno espressamente manifestato la «propria scelta di non applicare comunque (nei confronti di quei lavoratori) le disposizioni del Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (cosiddetto “contratto a tutele crescenti”) relative al regime giuridico applicabile in caso di recesso datoriale dal rapporto di lavoro»
Eppure, a ben vedere, la tecnica adottata dal Legislatore del Jobs Act non è stata affatto quella della abrogazione, quanto del progressivo superamento dell’articolo 18 per il tramite della stipulazione di nuovi contratti soggetti a un diverso regime di tutela contro i licenziamenti illegittimi così come ora disciplinato dal decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23.
L’articolo 18, in altri termini, è una disposizione ancora oggi pienamente vigente per quanto destinata a trovare applicazione, in linea di principio, per i soli rapporti di lavoro stipulati prima del 7 marzo 2015, come da anzianità convenzionale, ferme restando le condizioni soggettive ed oggettive per la sua reale operatività.
Dirimente, in proposito, è la lettura della Corte di Cassazione, sezione lavoro, del 26 maggio 2000, n. 6901 che, proprio con riferimento alla figura del dirigente, figura per il quale già ante jobs act esisteva deroga di applicazione, ha già ampiamente chiarito che «in via di principio non può negarsi che la tutela reale, quale prevista dall’articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 possa essere pattiziamente estesa al di fuori dei limiti legali soggettivi e oggettivi». Ciò ovviamente «solo a condizione che una tale estensione risulti chiaramente dalla disciplina individuale o collettiva del rapporto dedotto in giudizio, la cui interpretazione non può che appartenere al giudice di merito».
Una conferma, insomma, della possibilità anche oggi di tenere in vita l’articolo 18 per il tramite della autonomia negoziale privata non solo a livello individuale ma anche collettivo, come ad esempio l’art. 24 e SS CCNL Vigilanza Privata, da qualche anno disapplicato in favor lavoratoris (in questo senso si consiglia di vedere anche le pronunce della Corte di Cassazione, con le sentenze, n. 3116/1988, n. 298/1990, n. 2413/1990).

In conclusione ed alla luce di questa prima analisi, è legittimo chiedersi del perché le OO.SS. firmatarie di CCNL in generis, non superino in favor lavoratoris, tale scoglio avendone piena facoltà e deroga, non vorremmo pensare a favori invece avverso la parte più forte, vale a dire quella datoriale.

f.to Ennio Pietrangeli
SINDACATO EUROPEO LAVORATORI
Federazione Nazionale
Operatori di Polizia e Guardie Giurate
sindacato-sel@pec.it
ennio.pietrangeli@pec.it

Categories: Comunicati

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