[ Read More ]"/>

Sindacato Europeo dei Lavoratori

a cura di Giuseppe Criseo

  • RSS
  • Delicious
  • Digg
  • Facebook
  • Twitter

Politica estera, immigrazione, temi etici e religiosi sono i grandi assenti nella campagna elettorale per il voto del prossimo 24 e 25 febbraio. Foad Aodi, Presidente e fondatore dell’AMSI (Associazione Medici di Origine Straniera in Italia) e di Co-mai(Comunità del Mondo Arabo in Italia), lo ha denunciato esortando le forze politiche a non trascurare la politica estera e il dialogo con il mondo arabo. “Sono  temi che dividono e i politici non li affrontano per paura di perdere voti e scatenare polemiche”. Come la polemica che si è scatenata ieri dopo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi su Mussolini. Berlusconi, dice  Foad Aodi “ieri ha sbagliato, come aveva sbagliato qualche anno fa quando aveva offeso la civiltà araba. Noi diciamo no al razzismo, al fascismo e alla discriminazione. E no alle strumentalizzazioni sulla civiltà araba e sull’islam”.

Presidente, cosa non la convince di questa campagna elettorale?
Si gioca tutta su scontri  personali, non si avanzano proposte concrete a favore dei giovani, della famiglia, della scuola, della sanità e dei diritti umani. Mancano completamente proposte su immigrazione, integrazione, cittadinanza, dialogo interculturale e intereligioso perché sono argomenti che scottano. E siamo sorpresi da certe forze politiche che nel loro DNA hanno proposte a favore dell’integrazione e dei diritti umani ma per motivi non chiari non parlano più di questi argomenti durante questa campagna elettorale.

Cosa manca in fatto di politica estera nei programmi dei diversi partiti e quale politica estera auspica la comunità araba in Italia?
Vogliamo sapere dalle forze politiche che posizione assumerà l’Italia in Europa, nel rapporto con l’America, nel rapporto con il mondo arabo ed islamico, e in merito al sostegno al processo della pace in Palestina. Manca una posizione forte e di primo piano dell’Italia nei nostri Paesi , l’abbiamo visto con la Libia e dove è iniziata la primavera araba, l’Italia ha condotto la ‘politica dell’aspettiamo e vediamo’, a rimorchio di Francia e Stati Uniti . Noi vogliamo una politica estera italiana dialogante con il popolo arabo e non solo con alcuni Presidenti, come è successo in passato con Hosni Mubarak , Gheddafi, ecc… Auspichiamo che l’Italia sia protagonista nel processo di pace in Palestina con una posizione equilibrata e sopra le parte per essere credibile e sostenere i nostri popoli in difficoltà. E auspichiamo una collaborazione  dell’Italia con  i Paesi arabi, in particolare su commercio estero e cooperazione internazionale e  per promuovere politiche capaci di attrarre in Italia imprenditori arabi. Alla base di tutto, c’è la necessità di archiviare i pregiudizi storici contro il mondo arabo e contro l’islam.

Per quanto riguarda l’Europa, l’Italia come dovrebbe muoversi in Europa per quanto attiene la politica europea nel mondo arabo?
Noi abbiamo sempre sostenuto che c’è bisogna di una politica estera europea unita; una politica che parli la stessa lingua al di sopra degli interessi interni dei singoli Paesi dell’unione. E’ essenziale per intensificare il ruolo dell’Europa nei nostri Paesi, e per sostenere il processo di pace, che da anni fermo dopo l’accordo di Oslo, e per la corretta applicazione delle risoluzioni dell’Onu . E’ stato molto apprezzato, lo scorso novembre, il voto dell’Italia a favore dell’ingresso della Palestina all’Onu come «stato osservatore non membro», anche se all’inizio il Ministro degli Affari Esteri non era favorevole. Invece non abbiamo apprezzato la posizione di certe forze politiche italiane che hanno attaccato il governo Monti per questo voto senza mai esprimere una parola di solidarietà per i bambini palestinesi morti, o per quel 91% dei bambini di Gaza che, secondo l’Unrwa (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees), dopo l’ultima operazione militare israeliana su Gaza non riesce a dormire, o accusa disturbi nelle abitudini alimentari  – una propria epidemia di traumi e disordini psicologici da stress.

Arabi e musulmani sono la maggioranza degli oltre 5 milioni di stranieri in Italia. Ma pare che il vento di ‘nuovo’ che si dice abbia soffiato sulla elaborazione delle liste dei candidati non abbia coinvolto la vostra comunità.
I candidati arabi o di origine araba alle prossime elezioni sicuramente si contano sulle dita di una mano. Molto spesso la proposta di candidarsi che viene avanzata a esponenti della nostra comunità è avanzata solo per inserire il nominativo nella lista, poi però il nominativo viene inserito in una posizione che è ben difficile venga eletto. Anche per questo spesso si declina l’invito, per senso della propria dignità. Io stesso ringrazio tutte le forze politiche che in questi 12 anni mi hanno proposto di candidarmi, ma per senso di terzietà e perché voglio continuare nel mio impegno in Amsi ,in Co-mai ho preferito sempre solo accettare collaborazioni tecniche su immigrazione, sanità e politica estera. E chiederei ai partiti politici di coinvolgere gli immigrati appunto con incarichi tecnici, tali che possano valorizzare la loro esperienza .

La vostra scarsa presenza in politica non crede sia una responsabilità anche della comunità araba stessa?
La Co-mai è stata fondata proprio per dare una rappresentanza forte ed unitaria a livello nazionale e per dialogare trasversalmente con tutti in modo chiaro e trasparente e non delegare le nostre problematiche a nessuno, dicendo a tutte le forze politiche ‘non date per scontato il nostro voto se non ce’ un confronto costruttivo e diretto’. Io sono impegnato ormai dal 1999 come Presidente Amsi e poi Presidente Co-mai ed adesso anche come fondatore e portavoce di Uniti per Unire. In tutti questi anni abbiamo collaborato come tecnici con tutti le forze politiche, avanzando numerose proposte per l’interesse di tutti, arabi e italiani, per l’Italia e per i nostri paesi di origine. Noi lasciamo sempre a tutti gli arabi libera scelta nel voto, ma tutti noi giudichiamo i partiti in base alle loro posizioni sul mondo arabo, sulla questione palestinese, sulle tematiche relative all’immigrazione, all’integrazione e alla cooperazione internazionale, sui diritti umani e il lavoro.

Alle prossime elezioni, la comunità araba da che parte starà?
Gli arabi sono storicamente orientati a votare partiti del centro sinistra e del centro. Chiedono, però, di essere considerati e coinvolti nei dibattiti pre-elettorali in modo trasparente. Gli arabi hanno la testa per ragionare e decidere, il cuore per amare l’Italia ed i nostri Paesi e la dignità e l’orgoglio al primo posto da difendere, principi, questi, che non hanno prezzo.  Per questo diciamo alle forze politiche che hanno costruito muri contro il mondo arabo per paura di perdere qualche ‘amico’ che se non muovono al dialogo e al confronto perderanno il consenso. Gli arabi sono numerosi e possono decidere anche il voto a livello regionale e comunale.

Sul fronte interno, quali sono le necessità della comunità araba in Italia che dovrebbero entrare nel programma del prossimo Governo?
Promuovere il dialogo e la conoscenza in ambito culturale e interreligioso. Concedere la cittadinanza ai figli di immigrati. Difendere i diritti umani, il diritto allo studio  e alla salute. Togliere il numero chiuso per  l’accesso all’università. Inserire la pratica medica della circoncisione nel Sistema Sanitario Nazionale. L’Accordo tra Governo italiano e religione islamica. Poi serve intensificare la cooperazione internazionale e aiutare i nostri giovani studenti che desiderano fare pratica in Italia e promuovere scambio socio-sanitario e telemedicina con le nostre università e i nostri ospedali.
Tante di queste proposte e problematiche verrano illustratrate durante un convegno in programma il 9 febbraio prossimo.

Postato 21 minutes ago da 

 

 

 

 

 

 

http://unitiperunire.blogspot.it/2013/01/intervista-foad-aodi-presidente-e.html

http://www.lindro.it/politica/2013-01-28/67301-i-grandi-assenti-della-campagna-elettorale
Categories: Uniti per unire

Comments are closed.

Popular Posts

legge per le Persone

Interventi ...

“UNITI PER UNIRE

“UNITI PER UNIRE” ;MOVIMENTO D’OPINIONE INTERNAZIONALE ,INTERDISCIPLINARE Cos’è questo nuovo movimento? Lo ...

Sea Handling, il Sin

                    ...

Sea Handing, concili

sito: http://www.sindacatoeuropeolavoratori.it/ e-mail: segreteria-generale@sindacatoeuropeolavoratori.it Sea Handing, conciliare costi e futuro Non avrei pensato ...

Sindacato SEL: Sea

Sindacato Europeo dei Lavoratori _______________________________________ sito: www.sindacatoeuropeolavoratori.it e-mail: segreteria-generale@sindacatoeuropeolavoratori.it ...

Sponsors