Sindacato Europeo dei Lavoratori

a cura di Giuseppe Criseo

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http://www.manifestopersonalesanitario.it/

i promotori

  • AMREF Italia Onlus
  • Associazione Medici di origine Straniera in Italia-AMSI
  • Centro Studi di Politica Internazionale-CeSPI
  • Federazione Nazionale Collegi Infermieri-IPASVI
  • Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri-FNOMCeO
  • Osservatorio Italiano sulla Salute Globale-OISG
  • Società Italiana di Medicina delle Migrazioni-SIMM

Comunicato sindacale del Sindacato Europeo dei Lavoratori


“Una responsabilità collettiva per garantire il diritto alla salute” è il titolo appropriato del Manifesto Sanitario che appoggiamo in toto, per le considerazioni condivisibili in esso contenute.

La sanità è uno dei pilastri della società civile e la denuncia sulle carenze del servizio sanitario italiano e non solo quello, dimostra quanto è lunga la strada che dobbiamo seguire.

La strada è indicata dall’Organizzazione Mondiale della sanità (OMS) col Codice di Condotta sul Reclutamento Internazionale di Personale Sanitario: non andare ad attingere al personale di altri paesi già in difficoltà da questo punto di vista.

I numeri mostrano il peso degli operatori stranieri nella sanità: oltre 500.000 badanti regolari, mentre vi è stato un aumento degli infermieri stranieri che copre ormai il 10 % della categoria.

Vi è però un invecchiamento della popolazione italiana che deve spingere ad investire nella formazione per superare i blocchi attuali ai contratti ed arrivare ad un rapporto corretto utente/operatore sanitario.

I numeri importanti dei lavoratori stranieri della sanità non devono però farci dimenticare le difficoltà nella partecipazione ai concorsi pubblici derivanti dalla attuale legislazione, condizione che spinge all’impiego nel settore privato meno tutelato e più precario.

Un sindacato alternativo come il nostro si dovrà far carico della sensibilizzazione ed informazione dei diritti dei lavoratori della sanità per renderli più consapevoli e tutelati, assieme agli organi pubblici delegati.

Il fenomeno a cui assistiamo è invece lo sfruttamento dei lavoratori stranieri in generale ma soprattutto della sanità che vengono da Polonia, Romania, Perù, Albania e India.

Le loro speranze di un futuro migliore si scontrano con la realtà non proprio idilliaca, nettamente al di sotto delle aspettative , e impoveriscono la sanità dei loro paesi di origine.

I dati ci sono e sono impressionanti: in 9 paesi africani che hanno investito nella preparazione sanitaria è stato calcolato un saldo negativo 2,17 miliardi di dollari, visto che il personale migra in altri stati dopo aver ricevuto la formazione in Africa.

Non si può certo proibire la migrazione ma occorre un piano internazionale che miri a razionalizzare e tutelare i diritti degli ammalati predisponendo il giusto personale sanitario per ogni paese.

Occorre dare diffusione al Codice di Condotta raccordato coi bisogni e le necessità del SSN che deve pianificare le risorse economiche e di personale, a seconda delle necessità delle regioni e della popolazione.

 

Giuseppe CRISEO

SEGRETARIO GENERALE

SINDACATO EUROPEO DEI LAVORATORI

 

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